Cibo e Ricette

Nasce dalla fame del dopoguerra e oggi vale miliardi: la storia incredibile dietro al nome Nutella

Scopri la storia della Nutella: dall'invenzione di Pietro Ferrero nel dopoguerra al significato del nome creato da Michele Ferrero nel 1964. Un successo nato dalla scarsità.

Caporedattore

Mi chiamo Andrea Lombardi e amo scrivere di argomenti che rendono la quotidianità più interessante e che spesso svelano dettagli inaspettati. Mi affascinano in particolare le storie legate alla cultura, all’attualità e a quei piccoli momenti che riescono a lasciare un segno. Nel tempo libero mi piace ascoltare musica, guardare film e trovare nuove ispirazioni passeggiando o viaggiando.

La Nutella è probabilmente la crema spalmabile più famosa al mondo, eppure pochissimi conoscono davvero la storia che si nasconde dietro quel nome inconfondibile. Un nome semplice, quasi musicale, che oggi vale miliardi ma che nasce da un’intuizione tutta italiana, fatta di necessità, creatività e tanto cacao.

Chi ha inventato la Nutella

La storia comincia con Pietro Ferrero, pasticcere piemontese di Alba, che nel dopoguerra si trovò a fare i conti con una realtà durissima: il cacao era raro e carissimo. La soluzione? Allungarlo con le nocciole delle Langhe, abbondanti e poco costose. Nel 1946 nacque così il Pasta Giandujot, un panetto solido di cioccolato e nocciole che si tagliava a fette e si metteva sul pane. Un prodotto povero, figlio della fame, che però piacque subito moltissimo.

Negli anni successivi la ricetta si trasformò: il panetto divenne una crema spalmabile più morbida, chiamata Supercrema. Fu il figlio di Pietro, Michele Ferrero, a capire che quella crema aveva un potenziale enorme, ma che aveva bisogno di un nome nuovo, capace di funzionare anche fuori dai confini italiani.

Perché si chiama Nutella

Il nome Nutella fu registrato ufficialmente il 20 aprile 1964 ed è una costruzione linguistica precisa: parte dalla parola inglese nut, che significa nocciola, aggiunge il suffisso -ella, tipico della tradizione italiana e che trasmette qualcosa di dolce, piccolo, familiare. Il risultato è un nome breve, memorabile e capace di funzionare in qualsiasi lingua del mondo senza perdere la sua identità.

Michele Ferrero era ossessionato dal dettaglio: il nome, la forma del vasetto, il colore dell’etichetta. Nulla era lasciato al caso. La Ferrero costruì attorno alla Nutella un immaginario fatto di colazioni in famiglia, infanzia e calore domestico che ancora oggi è il cuore della comunicazione del brand.

Un prodotto nato dalla scarsità, diventato un simbolo

Quello che colpisce di questa storia è il paradosso: uno dei prodotti più desiderati al mondo nasce da una situazione di mancanza. Le nocciole del Piemonte, protagoniste assolute della ricetta originale, erano un ingrediente di ripiego. Oggi la Ferrero è il primo acquirente mondiale di nocciole, con una filiera produttiva che abbraccia diversi continenti.

Ogni anno vengono prodotti oltre 365.000 tonnellate di Nutella, consumata in più di 160 paesi. Il vasetto di vetro, rimasto quasi invariato nel design per decenni, è diventato un oggetto di culto, collezionato e reinterpretato da artisti e designer di tutto il mondo.

La ricetta originale e quella di oggi

Nel tempo gli ingredienti sono cambiati, le proporzioni aggiustate, ma il principio è rimasto lo stesso: nocciole, zucchero, cacao e latte. Le nocciole rappresentano circa il 13% della composizione, una percentuale che ha spesso alimentato discussioni tra chi la ama e chi la critica per l’alto contenuto di zucchero. Ma questa è un’altra storia, e forse anche quella merita di essere raccontata per bene.

Tag:Storia della Nutella

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